Visualizzazione post con etichetta Racconto (settimanale). Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Racconto (settimanale). Mostra tutti i post

venerdì 10 febbraio 2017

#Leggenda a 4 zampe. 3.(Finale)



 Prima di riprendere da dove eravamo rimasti vi metto i link qualora non abbiate letto i primi due capitoli. Qui troverete il primo, qui il secondo. Buona lettura!!
                                                                                     *

Il vecchio cane racconta loro di quest'antica leggenda secondo cui, in un paese lontano, dovrebbe nascere un cucciolo con le caratteristiche di adattamento di tutte le razze canine, con la pretesa di creare nelle generazioni seguenti cani ancora più affidabili per i loro migliori amici:gli uomini.
Il posto non ha un dove preciso, si sa solo che sta lì, dove sterrato e cemento s'incontrano, dove la roccia é contornata d'acqua.
Jack, capobranco degli Zampegrosse e Ginny, regina dei Nasofino, si misero quindi in viaggio alla ricerca della loro salvezza.
Passarono mari monti e tanti, tanti luoghi in cui Jack, cane di campagna, dovete aiutare Ginny la cagnolina di città, a superare impervi ostacoli.
Passarono campi incolti dalla terra brulla, passarono sentieri rocciosi sul quale Jack da buon cane pastore tenne in spalla Ginny per tutta la durata del difficile viaggio sul suo terreno. Vennero poi le città, prima i piccoli paesi, poi le grandi metropoli dove Ginny fu la spalla e l'angelo custode di Jack insegnandogli ad attraversare la strada a non farsi catturare dagli accalappiacani e tutti gli altri segreti dei sobborghi che solo i Nasofino conoscevano.

mercoledì 14 dicembre 2016

#Leggenda a quattro zampe. (2°Episodio)




Ecco come mi venne presentata la leggenda canina, e come l'ho immaginata.
Una volta, prima ancora che i cani diventassero il miglior amico dell'uomo, erano le nostre guardie del corpo , le migliori. Veloci, istintivi, fedeli e coraggiosi.
Ma , tutti i cani avevano un difetto, insomma ognuno di loro sentiva la mancanza di un elemento importante nella loro razza. I cani infatti si potevano suddividere in due grandi famiglie: gli Zampegrosse e i Nasofino.

martedì 29 novembre 2016

#Leggenda a quattro zampe. (1°Episodio)


Lei me lo ha raccontato, croce sul cuore, posso giurarlo. E ora vuole che la storia si tramandi e così eccomi, a cercare di rendere giustizia al suo racconto usando mere parole. Parole che non possono esprimere il suo dolce sguardo acceso dai ricordi, dal desiderio di narrare a tutti la leggenda di una profezia che solo loro, i nostri amici a quattro zampe, conoscono.
Questo scritto non é che una mera imitazione di racconto a confronto. Perché lei, con i suoi occhi, il suo uggiolare e i suoi baci, mi trasmetteva non solo tutto ciò da sapere ma anche da sentire. Emozioni profonde quanto i suoi occhi dorati, emozioni vive come quelle orecchie che si muovono al suono dei lontani ricordi....
. Molto tempo fa, s'uggiolava tra i cani, che una nuova razza sarebbe stata creata, e questo, sarebbe avvenuto con la nascita di un cucciolo. Tale razza sarebbe stata unica e al

mercoledì 18 maggio 2016

Assordante realtà (2a parte)

Questi animali, queste scimmie, saranno pure primitive ma qualcosa mi hanno insegnato, a parte come togliersi le pulci. Mi hanno insegnato che nell' interazioni con altri simili non conta solo il "verso", la voce, anzi questa ha un peso minore rispetto alla mimica facciale, al linguaggio del corpo.
Ma tutto questo viene tralasciato dalle persone in generale, a causa dell'abitudine, della superficialità con cui interagiamo. Abbiamo dimenticato quanto sia importante capire i nostri simili studiando le loro mosse, io invece, come altri con le mie stesse "mancanze", siamo costretti ad impararlo. Pochissimi si rendono conto che è fondamentale trovare un'alternativa all'udito, alla parola, e rimangono inermi di fronte a qualsiasi situazione esterna al loro quotidiano.
Mi sento soddisfatto in qualche modo, a dispetto di tutte queste persone che mi passano davanti, ridendo o urlando, posso dire di capire molto di più loro.
Premettendo la difficoltà e il tempo che ci ho messo ad arrivare a questa conclusione, posso finalmente definire la mia situazione in due punti di vista: posso vederla come una condanna, piangermi addosso e rimanere in disparte, dove sarò trattato con sufficienza, dove la mia presenza sarà quella di un fantasma, oppure, posso reputare questa situazione come un dono.
Sorrido. Sì, un dono. E' ciò che vedo, è ciò che sento. Per questo posso affermare, di essere io ora a prendermi gioco dei bastardi che mi hanno sottomesso tutta la vita deridendo le mie incapacità.
Io sono ben più di un fantasma, vedo, ascolto, capisco e percepisco, ma lo faccio in silenzio perchè ho deciso che questa sarà la mia rivoluzione. Ho deciso di reagire a queste difficoltà trasformandole in dono, io parlo e ascolto attraverso la vista e i movimenti, altrui s'intende.
Inizialmente pensavo di cominciare a studiare il linguaggio del corpo, per dimostrare alle persone che potevo capire, ma, ben presto mi son ritrovato a godere della loro inconsapevolezza.
Se prima parlavano non considerando la mia presenza, e la cosa mi pesava, ora invece mi soddisfa, perchè mi regalano i loro segreti senza rendersene conto. Parlano ma il loro corpo, i loro occhi, raccontano una realtà diversa, non capita dalla persona che hanno di fronte, ma da me sì perchè non sono distratto dal suono della voce, io posso concentrarmi, non ho distrazioni.
Aaah cazzo, mi sento così... così potente. No, non sono perfido, ma, mi sono sentito per troppo tempo un fantasma, ora invece, mantengo questa forma solo in apparenza, perchè sono anche io parte di conversazioni , di linguaggio anche se a insaputa di tutti. Ma va bene così, questo mi soddisfa e non lo faccio per gli altri ma per me stesso, a me interessa l'indipendenza, l'indipendenza dalle stupide persone che mi reputano incapace di fare queste o quelle cose.
E anche oggi per me è giunto il momento di tornare a casa, ho avuto il mio momento di relax rimanendo a guardare queste scimmie ora, dovrò vederne delle altre, anche domani, e dopodomani ma non lo farò più passivamente, e sarò sempre un passo avanti di quelli che credono di valere di più.

T. <3

mercoledì 11 maggio 2016

Assordante Realtà. (1a Parte.)

Fin da quando io ne abbia memoria, ho sempre odiato le scimmie. Le scimmie e il loro scimmiottare. Andavamo allo zoo con la scuola e, davanti la gabbia di questi primitivi i miei compagni mi additavano ridacchiando.
Sì proprio non potevo soffrire quegli stupidissimi animali, sarà per il loro verso che ricordava tanto il mio, ma che ci potevo fare se ero nato così. Io non potevo più sentirmi oramai, ma ricordo da piccolo quei suoni sgraziati che mi uscivano dalla bocca, assomigliavo tanto a una scimmia, per questo ora evitavo completamente di provare a parlare, e menomale oserei dire, che nemmeno potevo sentire le offese che mi venivano fatte. Aver perso totalmente anche l'udito nell'età in cui, normalmente, i bambini cominciano a parlare, è stata quasi una benedizione più che una sfiga.
Ora però ho sedici anni, sono alle superiori e tutto pare mille volte più complicato di prima.

giovedì 24 marzo 2016

I 1000 e 1 giorno da Senile. (Finale)

"Vaah” Stavo passando una settimana infernale, ad ogni ora del giorno chiamavo e nessuno rispondeva. Potevo solamente sperare che non fossero stati incarcerati anche tutti i miei contatti. Cosa alquanto improbabile, vista l'assoluta innocenza di mia madre.
Tutto prendeva una piega così surreale da mandarmi in pappa il cervello, e il peggio, era che il mio quotidiano Relax di enigmistica continuava ad arrivarmi. Chi me lo mandava? Perchè non rispondeva alle mie chiamate se poteva portarmi un giornale?!

giovedì 17 marzo 2016

I 1000 e 1 giorno da Senile (parte3)

-Tu..tu..tu. Tututu.- Niente. 
Mà non rispondeva, zia non rispondeva, nemmeno Jorgi e questa lista di silenzi pareva allungarsi con l'andare delle chiamate cadute.
 -Veeh!- Era incredibile, un tempo il mio numero sul loro display li avrebbe fatti saltare dalla sedia con la sicurezza che se non avessero risposto nell'immediato avrebbero avuto delle grane.
Odiavo le cose complicate, le attese se non portavano a nulla di buono, ma soprattutto, odiavo l'inutilità di persone come mio nipote: Jorgi, non potevo però fare a meno di sfruttarlo visto che l'entrata al manicomio era esclusa per i miei uomini di fiducia, per la mia ex moglie e per mio figlio. Mi toccava avere le visite con l'idiota che aveva contribuito a farmi finire in questo merdosissimo posto.

mercoledì 9 marzo 2016

I 1000 e 1 giorno da Senile. (Parte 2a)


Ogni giorno la stessa minestra, di fatto e non.
Le giornate parevano non evolversi più, incitavano la monotonia del giorno seguente e di quello dopo ancora.
Nulla sopravviveva alla logorazione mentale di questo stallo, persino gli infermieri lasciavano trasparire segni di cedimento in taluni momenti: Alcuni si nascondevano all'uscita delle porte antincendio per fumarsi una sigaretta ogni cinque minuti, altri per una chiamata. Alcuni prendevano fin troppi caffè arrivando a fine giornata che si muovevano a scatti, come avessero la sindrome di tourette. Alcuni addirittura, avevano costruito un'insano rapporto con il loro partner di lavoro portandolo avanti più spesso di quanto probabilmente avrebbero pinciato a casa.

martedì 1 marzo 2016

I 1000 e 1 giorno da Senile. (Parte 1a)


Sgabello.
Lavandino.
Salviette. ​
Avevo tutto, cominciava un'altra giornata. Ti svegliava una pillola, che prontamente fingevo d'ingoiare portando indietro la testa, spingendola invece su per una narice. 
Veniva la parte più dolorosa adesso. Cominciai a soffiare e sbuffare tenendo premuta la narice buona. -Cazzo!- Sangue misto a muco slavinarono giù dal naso prima che uscisse la dannata pasticca.
Quella routine stava costando cara al mio corpo già deturpato dalla maledizione della vecchiaia. 
Ero ben lontano dal vedermi col cazzo raggrinzito, lo controllavo ogni sera, per esser sicuro che almeno quello non avesse subito drastici cambiamenti.​
-Oh Jorghen. Ma guarda, anche in cesso stai!- Allampanato, occhi vitrei e pelle da carlino. Robbi era l'immagine della vecchiaia a cui dovevo sopravvivere, gli mancava solo la mannaia per esser la morte in zero carne e solo ossa.
Negli anni avevo imparato a controllare le mie emozioni per questo periodo ma, giuro, lui l'avrei ammazzato con le mie mani.