domenica 10 aprile 2016

Agua de vida!


 Sapete, non avrei mai detto che sarei arrivato a fare lo scrittore, che questa, sarebbe stata la mia passione, la mia aspirazione più grande.
Dovevo fare l'inventore!
Questo negli anni precedenti l'adolescenza, poi divenni una futura guardia forestale, poi l'attore, poi ancora un biologo, finchè non si delineò di fondo quest'idea, che trasformandosi da una piccola onda all'orizzonte, divenne alta marea e infine lo tsunami che mi lasciò sulle rive inchiostrate di sempre più libri.
Possiamo dire che il lavoro "scelto" da piccoli, è dovuto alla curiosità che questo, ci ha instillato in un dato momento. Io, per esempio, leggevo moltissimi "Topolino", per passione paterna, dove vedevo il genio Archimede inventarne una più del diavolo e questo, mi aveva fatto venire una voglia pazzesca di fare l'inventore.
Un'idea sfumata velocemente, causa: adolescenza. Una fascia d'età disseminata di desideri, derivanti per la maggiore, dalla perdita d'innocenza dell'età che la precede. Sì, il desiderio è guida dei nostri passi o meglio del nostro testosterone in quest'età, dove, diventare famosi, essere ricchi, avere il ragazzo/la ragazza più fica della scuola, sono le aspirazioni che ci appaiono più sensate. Ciò vuol dire che il ragazzo vorrà diventerà un grande sportivo o un attore, la ragazza vorrà fare la cantante oppure l'attrice.

venerdì 8 aprile 2016

Premio Liebster award!

Buonsalvegiorno a tutti!
Oggi voglio rendervi partecipi di una nomina che ho ricevuto per il Liebster Award. La nomina mi deriva da Sabrina, l'autrice del blog "Auguriamo!!", che ringrazio davvero di cuore. E' un bellissimo regalo, ma soprattutto inaspettato visto che sono proprio una new entry del web ^^ . Il Liebster Award permetterà a me, come alle persone che candiderò, di far conoscere il proprio blog.






Cos'è il Liebster Award? E' un premio che ha come scopo quello di far conoscere i blog in crescita con meno di 200 followers e far socializzare i blogger... Cominciamo allora!
Ecco i vari passaggi che dovranno seguire i candidati per partecipare:
  1. Pubblicare sul mio blog il logo del Liebster Award
  2. Ringraziare e seguire/ iscriversi al blog di chi mi ha nominato
  3. Rispondere alle sue 11 domande
  4. Nominare a mia volta 11 blogger con meno di 200 followers
  5. Formulare 11 domande ai miei candidati
  6. Informare i miei blogger della nomination
                                                          ***

martedì 5 aprile 2016

Arte Immortale.

La rotellina sfrega sulla pietra focaia, facendo scoccare la scintilla che dà vita focosa al gas dell'accendino. Tiro una boccata e mi sento pronto. Lo so, la sigaretta è il male peggiore, non dovrebbe darmi tale soddisfazione ma, dopo tutti questi anni da fumatore accenderla e aspirarne il fumo è un rituale a cui purtroppo, non posso più rinunciare, per di più, con quest'aria salmastra è ancor più appetitosa.
Oggi sono a Venezia, spero in nuove ispirazioni, credevo infatti che la vista di questa bellissima città avrebbe spinto in mare aperto i miei pensieri dandogli la possibilità di naufragare su isole ancora inesplorate, ma oggi, Venice mi rispecchia più che mai.
La foschia che sale dall'acqua avvolge pigramente i monumenti rimanendo sospesa sopra le teste dei turisti in piazza San Marco, dove, i tediosi piccioni che da sempre l'affollano, camminano tubolando rocamente. I veneziani sbucando dalle calli, corrono per non tardare ognuno al suo lavoro, sembrano dimenticarsi d'esser parte di qualcosa di immensamente prezioso per l'umanità; hanno i volti tirati, stressati da quel tram tram quotidiano. Persino i gondolieri normalmente sempre allegri, ciondolano sulle loro barchette, sorridendo svogliatamente al turista di passaggio.
Mi sarei fatto volentieri anche io un giro tra i mosaici canali, ma non nella Venezia d'oggi. Mi sarebbe sembrato d'impersonare il mitico fiorentino Dante, trasportato dal sponda a sponda sulla barchetta del Caronte, ma, non avendo ancora ricevuto gli onori funebri sarei stato costretto ad errare in eterno, senza pace, tra le nebbie del fiume.

Oggi Venezia è stanca.
E lo sono anche io, mi chiedo di cosa ma non trovo risposta. E' quella stanchezza generale, come la piomba del dopo pranzo, ma questa differisce per l'inspiegabilità. Sento le gambe stanche, provo dolore solo appoggiando i gomiti sulle ginocchia, ogni tocco è amplificato ed ogni suono smorzato, gli occhi si appannano e diventa difficile tenerli copletamente aperti. Ma non è sonno. La mente e il corpo vegliano in un sonno ipnotico, dove mi guardo in giro ma non vedo. E' proprio questo "guardare ma non vedere" a farmi notare un particolare sfuggitomi prima: Per quanto le persone siano appesantite dai loro problemi, regalano un fugace sorriso a quelle opere di pietra, alle piazze e alla laguna con le sue tipiche gondole ottocentesche.
Molte volte, cercare con lo sguardo qualcosa di specifico, ti rende cieco di fronte a tutti gli altri fatti, quando invece, con un'occhiata generale si possono abbracciare molti più momenti, si captano espressioni ed emozioni diverse. Ridacchio, stupendomi del mio sbaglio: sono venuto qui con l'intenzionale libertà di pensiero, ed è stata proprio questa intenzione ad aver in realtà imbrigliato la mia mente. Devo lasciarmi trasportare da quest'arte immortale.
Venezia sarà pure stanca, e datata ma non invecchierà mai, non morirà mai.
Sorrido, la città che andava a rilento e triste a primo acchito, ora mi lascia una sensazione di malinconica felicità ricordandomi che rimarrà per sempre viva. Ricordandomi che nessuno potrà dimenticare ciò che racconta ogni sua pietra, posata con fatica, con lungimiranza dagli antichi artigiani.
Venezia, come molte altre città italiane, è culla d'arte, a partire dalle sue fondamenta fino ad arrivare a quadri e sculture. Essa è viva, nessuno la può dimenticare, che sia di lingua o nazione diversa, nessuno può rodere la sua grande storia.
Sono invidioso, invidio la sua immortalità perchè a pensarci è la stessa che desidero io. Io morirò fisicamente, questo è certo, ma desidero l'immortalità dei miei pensieri, trascritti in ogni dove. Dai primi banchi di scuola, ai muri, ai miei racconti e alle mie riflessioni che posto qui, ora, per voi. No, non è fama quella che cerco, non sono i soldi.
Io desidero sopravvivere nei pensieri di chi come me, si esprime attraverso la scrittura, nei pensieri dei futuri storici e studiosi d'arte, poichè, anche scrivere è un'arte. Anzi è l'arte. Un'arte che non solo mostra ma anche insegna, adesso, tra dieci anni, tra un secolo e per molto, molto tempo ancora.
La scritturà sarà la mia pietra filosofale, in barba a te, Nicholas Flamel. Io l'ho trovata!
E cara Venezia, in questo modo, rimarrò sempre al tuo fianco, qui, su questi gradini ad ammirarti. Ad  vivere lungo lo scorrere del tempo che mai ti deturperà.

T. <3

domenica 3 aprile 2016

Quando il cuore pesa. (Parte terza)

Ciao amici! Se non sbaglio ci eravamo lasciati con un po' di suspance, data da una frase riguardante l'impatto dell'immigrazione sul lavoro.
Riparto da qui concludendo la triade di “Quando il cuore pesa”.
L'immigrazione è diventata fattore portante della disoccupazione, determinandone la crescita esponenziale, sempre più giovani a casa, sempre più famiglie italiane in difficoltà che non trovano aiuto nel sistema.
Una volta c'era un detto che risultava vero a chiunque: Il lavoro nobilita l'uomo. Mi dispiace adesso affermare il contrario, il lavoro sta dannando l'uomo; almeno per quanto riguarda l'uomo (e donna sottintesa) italiano.
Una dannazione paragonabile all'inferno dantesco, ove, accresce astio e cattiveria nei confronti di questi stranieri. Al nostro contrario infatti, appena mettono piede in questa penisola vengono fatti accomodare, gratuitamente (a spese nostre), sulle prime case disponibili, con trenta euro giornalieri cadauno e un lavoro nell'immediato.

venerdì 1 aprile 2016

Quando il cuore pesa. (Parte seconda)

Ciao amici, ecco la seconda parte di Quando il cuore pesa. Spero l'argomento vi abbia interessato dal precedente post, mi aspetto molti commenti!
                                                                                                      ...
Sguardi stranieri mi squadrano, mi seguono, scannerizzano il valore delle cose che indosso. Sono a gruppetti e non sia mai che mi permetta di sfiorarli con lo sguardo, altrimenti, saranno loro a “sfiorare” me. Già, perché hanno una concezione di sguardo curioso diversa, molto diversa, dalla nostra. Per loro la nostra curiosità è un gesto di sfida, e sappiamo che quando passeranno alle mani, all'arrivo della polizia risulteremo noi colpevoli di provocazione.
Incredibile eh?! Strano, con tutta questa propaganda benevola credevo fossero degli ospiti carini e coccolosi.. forse sono troppo esigente, ma sono anche cattivo? Si, perché riflettendo quando questi stranieri vengono intervistati diventiamo passabili di maltrattamento nei loro confronti.
No, non sono di certo come i cari pinguini del Madagascar, ma assomigliano a uno di loro: Rico, perché portano coltelli e armi varie e sono liberi di rubare e aggredire.