lunedì 11 luglio 2016

Emozioni in un secondo

 L'unico luogo dove respirare non ti è permesso, l'unico luogo dove cammini come fossi sulla luna. E' strano, non poter sentire i profumi degli alberi in fiore che in questa stagione permeano l'aria, ma, nonostante questo, tutto pare comunque più leggero, leggiadro
Potrei quasi sentirmi rilassato su di una dolce nuvola sospinta da una forza invisibile che non è aria. Le gambe normalmente irrigidite, scricchiolanti e pesanti si muovono; senza produrre suono, senz'alterare la mia percezione di leggerezza. Nonostante ciò, ogni centimetro del mio corpo, sente su di sè quest'enorme ed imbrigliabile forza toccarlo, sospingerlo e muoverlo, in direzioni ch'io, con la mia vecchiaia non posso sfidare. Ma sono autonomo.
Rigidità senile o incidentale, non possono nulla contro questa forza, che farò mia. Perchè mia unica possibilità di rivalsa su quest'indomabile asino ch'è il mio corpo. Riesco nuovamente a sentirmi giovane, agile e snello,mentre mi lascio trasportare da quest'enorme forza, con un certo timore reverenziale, perchè lo so, se solo lo volesse, in un batter d'occhio potrei non esser più padrone del mio corpo.
Un'infinita potenza che accoglie il libero arbitrio, un'infinità che ti lascia stordito e solo.
Qui dentro non sei nessuno, non puoi esser denaro, fama o potere, solo tu contro la tua coscienza.
Devo dirlo, mai avrei pensato cosa si potesse provare da anziano, menomato, passare anche solo un paio di minuti sott'acqua.
T. <3

mercoledì 6 luglio 2016

Filosofia al dettaglio.

 Ciao ragazzi, oggi sono qui con un post del tutto speciale.
Da pochissimo, (un paio di giorni) ho scoperto un canale davvero interessante, il canale youtube di RickDuFer, che vi consiglio di andare a visitare. Come voi ben sapete amo la letteratura, la lettura e non di meno anche la psicologia e la filosofia, due tipologie di studio che da sempre si sono accanite l'una sull'altra, ma che paradossalmente, riesco a far convivere dentro la mia testa.
E' stata per me una grande sorpresa, aver trovato nel canale di Riccardo molti interessi in comune, perciò spinto dalla curiosità, mi son guardato parecchi video.
Ho invitato Riccardo a leggere questo post, come risposta al suo video riguardo la brexit. Ho scelto questo video come un semplice modo per allacciarmi ai suoi discorsi, visto che oltre ad incuriosirmi sono risultati una provocazione.
No, non una provocazione nata dal desiderio di ribattere testardamente chi ha ragione e su cosa, è stata, è, una provocazione benigna, forse più un invito, che ho sentito nelle parole di questo personaggio. Un invito a dire la mia, a confrontarsi, poichè è questo che permette la crescita di ogni persona, da qualsiasi punto di vista lo si voglia vedere, "L'onorevole confronto", è un aiuto, ed è necessario per allargare il confine di quelle limitazioni mentali che da sempre opprimono l'essere.
Perchè "onorevole?". Semplice, il confronto esiste nell'assenza dello scontro.
La possibilità di esprimere, credere e supportare i propri ideali dev'esser data anche, soprattutto, a parole, e fidatevi, a mio parere è la cosa più difficile.
Beh direi che è abbastanza come introduzione, veniamo a noi Rick ;)
Ho ascoltato molto attentamente il video, (credo almeno quattro volte) e accolgo molte della tue parole come conferma di alcuni miei pensieri. Anzi, a dir la verità, credo di essere d'accordo nella quasi totalità delle tue affermazioni.
Credo però di poter dire che a mio parere, Riccardo guarda le cose in maniera troppo generale, troppo filosofica, quando bisognerebbe avere anche un punto di vista pratico, ordinario, umano.
Poichè avere un'unico punto di vista, equivale già di per sè a mettersi delle limitazioni, le quali non permettono di vedere le sfumature ed i dettagli dell'argomento trattato. D'altronde, per costruire qualcosa prima vanno pianificati i dettagli, dagli strumenti da utilizzare al tipo di costruzione si voglia avere.
La matematica e quindi l'economia, è il criterio oggettivo, il denominatore che unisce tutti i paesi, poichè regola e legge inequivocabile ed impossibile da ribattere, a meno che un nuovo Einstein non si faccia avanti. E' vero anche che, con questo criterio, si limitano le inflazioni e le evasioni fiscali , questo comunque non vuol dire che vengano completamente eliminate, anzi, ci saranno sempre più volpi a questo mondo.
L'euro, oggetto pratico di questo criterio, per quanto si possa dire che alla lunga porterà benefici, ora come ora passando dalla lira all'euro, ogni persona, di qualsiasi ceto ne ha economicamente risentito. E dobbiamo anche tener conto che, sebbene l'economia sia il criterio giusto da utilizzare, non bisogna in alcun modo omettere i dettagli, poichè ogni essere umano pensa prima a sè stesso e alla propria famiglia, per quanto non lo si voglia ammettere è così, è l'istinto insito e sradicabile in ognuno di noi.
La maggioranza delle persone non può permettersi di avere una visione generalizzata e filosofica riguardo uno stato o una comunità, poichè faticano a guardare in faccia la piccola realtà quotidiana, economica della propria famiglia, vedendola pesare ogni giorno di più.
Non puoi avere un sentito comunitario, non puoi permettertelo, se non vivi bene il tuo dettaglio, se non lo comprendi e non lo puoi accettare. Perchè le persone vivono al dettaglio, e sono costrette a farlo perchè si sentono un cappio al collo.
Per poter avere una visione oggettiva, generale della cosa, dovrebbero sentirsi parte di questo stato, dovrebbero sentirsi sicuri e difesi al suo interno, ma non è così. Non sentiamo protette le nostre identità, le nostre fatiche, tutte quelle ore lavorate ogni giorno e ripagate con una pensione che sempre più s'allontana.
Secondo voi, quando la maggior parte delle persone fatica a vivere il quotidiano, sentendosi lasciata a sè stessa, può sentirsi con le spalle coperte?. No, direi piuttosto, che si ritrovano con le spalle al muro. Come convincere queste persone che fanno parte, che sono, un'unico stato condotto con uguaglianza , onore, rispetto e sicurezza? L'unico modo è obbligarli.
Perciò l'UE cos'è? E' un'idea, una bella idea. MA RIMANE IDEA, almeno finchè le persone non si sentiranno davvero parte di questa comunità. Rimane soprannome su pezzi di carta, non veritieri.
Credo Riccardo abbia un bel punto di vista e l'abbia spiegato bene . Ma non possiamo vedere lo stato e le persone che lo formano da un punto di vista puramente filosofico.
L'italiano medio ora come ora lavora, (se lavora) come minimo nove ore al giorno per poter mantenere una famiglia senza troppi agi, ora, quando quest'uomo torna a casa, cosa credete che voglia fare, cosa pensiamo possa permettersi di fare vista la stanchezza, sia essa fisica o mentale? Una persona deve lavorare per vivere, è un dato di fatto, ma non è necessario anzi, si dovrebbe evitare, che viva per lavorare. Invece la vita di quest'uomo, come per la maggioranza degli italiani, si traduce in una pessima quotidianità: lavoro sonno lavoro sonno (per 30 gg), paga mensile che sfuma all'improvviso, lavoro sonno lavoro sonno... e avanti così. Questa pessima quotidianità porta ad un pessimo stile di vita dal punto di vista fisico e sociale. Ma quest'italiano vorrebbe anche trovare del tempo per la sua famiglia, per rilassarsi. Per non vivere la giornata solamente per arrivare a sera e contare quanti cents gli son rimasti in tasca.
Arrivando al punto come dice Riccardo, l'economia è il criterio oggettivo ma non può sopravvivere da sola, deve coesistere con un'altro criterio:L'informazione. L'informazione è potere, ma questa è detenuta al momento solo da chi ora è ai vertici.
Quanti realmente sanno cosa succede al proprio stato, e quali sono le decisioni prese?.
No, non basta legger il giornale o seguire i programmi politici per conoscere, poichè non possiamo affermare che l'informazione sia reale. Abbiamo bisogno di una politica d'informazione, non basata su parole che comuni mortali non possono comprendere. Atrimenti avremmo bisogno di un dizionario, ogni qualvolta ascoltiamo una notizia politica ed economica.
Una persona sta davanti lo schermo per sapere cosa succede nel mondo, per farsi un'idea di cosa esista, di quale possa essere il destino di ogni uomo, e prova a capire, o almeno ci prova, cosa succede, perchè e in quale modo affrontare la cosa.
Ma è davvero difficile tenere il passo, al giorno d'oggi con le vicissitudini politiche, e mi chiedo perchè dare la notizia del colloquio tra questo e quest'altro politico con termini innapropriati, anormali per le persone di ogni giorno, che non ne capiscono niente, e non per ignoranza ma per semplicità. Perchè questo sono la maggioranza delle persone: semplici, sono lavoratori e come tali son pratici, diretti.
Non ci si può aspettare che una persona terminato il lavoro, si metta a tavolino per studiare l'andamento dell'economia, cos'è lo spread o qualsiasi altra cosa, come funzionano le nuove leggi, che effetti hanno e cosa vogliono dire. Con questo non voglio certo asserire che le persone non debbano informarsi, anzi , solo con la conoscenza potranno dare un valido supporto per cambiare in meglio le cose, ma, ricordiamo un concetto: l'informazione dipende dal singolo soggetto e ancor di più dalle persone al potere, che vogliono rimanerci, che vogliono il potrere decisionale, efacendo questa scelta devono anche volere e accettare la responsabilità di una giusta informazione, devono far capire perchè prendono delle decisioni, è il loro dovere nei confronti dei cittadini che li appoggiano, che votano per loro, poichè in fondo, quando un uomova a votare, lo fa con a profonda speranza che quel soggetto salirà al potere per esser più chiaro e coerente possibile.
Questo è il mio pensiero, una politica d'informazione da tenere incollata a quest'economia.
Vi ringraio per aver letto questo speciale post, dedicato maggiormente a Riccardo, il quale spero, non la prenda come sfida ma come confronto, poichè come gia detto, ritengo giusto il suo punto di vista, ma credo ci sia bisongo di guardare tanti, troppi aspetti per definirli tutti, e nemmeno io praobabilmente sono riuscito a dare una visione completa delle cose.
Dopotutto, ognuno di noi è qui per provari no?!
T. <3

domenica 3 luglio 2016

L'insopportabile desiderio.

Ognuno di noi serba nel cuore un silenzioso desiderio. Un desiderio che include ogni persona che conosciamo, ogni persona che ci passa accanto o fa parte delle nostre giornate, familiari, amici, o semplici colleghi. Ed ognuno di loro, ha il medesimo, nostro desiderio.
L'essere capiti. L'esser rispettati.
C'è chi ha un richiamo a questo desiderio molto più forte di altri, e queste persone tendono a attirare l'attenzione, talvolta in maniera spropositata, altri son così timidi da non considerarsi abbastanza da veder realizzato questo desiderio. Ma che importa, vogliamo tutti la stessa cosa.
Non rimane, non può essere solo un semplice desiderio, altrimenti perchè è sempre eistito?! Perchè non è il sogno di un singolo o pochi individui?
Non posso più trattarlo seplicisticamente, ora diventa un'emozione. Un'emozione anormale, come quelle coppie di lettere pronunciate come fossero una sola, ecco quest'emozione è formata da più emozioni e non posso escluderla dal mio vocabolario.
Perchè dico questo? Per un semplice motivo: Sono qui, straniero, in terra straniera. L'inglese a differenza del francese e dello spagnolo, è una lingua che non sono mai riuscito a farmi entrare completamente in testa, e questo, diventa un vero problema quando voglio spiegare una mia posizione rispetto a una cosa alle persone di questo posto, di questa famiglia.
Sono questi i mometi in cui quest'emozione da tutti condivisa s'acende da piccola fiammella trasformandosi in un'ardente rogo. Un'ardente bisogno.
Quante volte vi è capitato di non riuscire a capirvi nemmeno tra connazionali?! Beh ora mi par ridicolo non riuscire a farmi capire nemmeno da un'altro italiano, non posso concepire la mia incapacità nell'utilizzo di una lingua, anzi, ancor meglio, non voglio accettare l'impossibilità di spiegarmi, non da scrittore.
Io sono fatto di pensieri che corrono a una velocità supersonica, son fatto di parole, lettere con cui posso raccontare ogni cosa io voglia, con cui posso emozionare il mio lettore.
Perdonate questo monologo interiore, io la vivo così quest'emozione, questo desiderio. E voi? Quand'è che in voi s'accende quest'insopportabile ma vitale sentito?.
T. <3

domenica 26 giugno 2016

2°Wlog! Irlandando!

Porca miseria! Quando ancora ero a casa pensavo: "Dai che una volta in Irlanda scrivo almeno 4 post la settimana!". EEEhhhh si col ca**o!!!!
Ok il posto è bellissimo e la gente è fantastica ma mi sono preso un virus irlandese davvero pazzesco. -.-" Son proprio sfigato. Nausea i primi due giorni con conati, (Pare di soffrire il mal di mare in barca, non capivo una cippa di quel che vedevo e chiudere gli occhi non era contemplato altrimenti sboccavo sicuro perchè sentivo lo stomaco volare su e giù.) emicrania il terzo giorno, (Pensavo di esser tornato alla normalità visto che soffro normalmente di emicrania, ma invece no!.) infine quarto e quinto giorno febbre alta con un bestiale raffreddore che a tutt'ora (Dopo una settimana) mi porto dietro!!

Dannazione una rottura di cui non avete idea, soprattutto vedere che i bimbi a cui faccio da au-pair in un paio di giorni si ristabiliscono. Si ma, mannaggia a loro, si soffiano il naso con la carta da culo che lasciano in giro per la casa, pavimento, mensole, lavandino, tutta la casa è una coltura batterica ma se la prende solo il sottoscritto che non ch'à 'na sega di anticorpi irlandesi! -.-''
Ma lasciamo stare, sono qui per raccontarvi in questo Vlog la settimana di post fumata.
Sono davvero felice della scelta che o preso, di aver attraversato le nuvole per arrivare qui, in Irlanda. Non credevo sarei stato così in culo al mondo, lo devo ammettere, le case son distanti mezzo km l'una dall'altra e il paesino più vicino è a una decina di km, mi sono trovato davvero spaesato inizialmente ma poi ho capito che se non trovavo un po di pace per scrivere qui do' cazzo la trovo??!!.
In fondo non è così male, quello che davvero ti fa compagnia sono i magnifici paesaggi di cui puoi godere in ogni momento: spiagge stupende dalla sabbia bianca e bagnasciuga infinito, scogliere altissime dove sussulta il core ogni volta che vi s'infrange un'onda mentre tu stai lì, sopra la rupe, accanto a un bellissimo castello medievale.... Ah, consiglio vivamente questo posto a chi ama il gotico, hanno dei cimiteri fantastici e qui a quanto pare esistono solo corvi O.o!!
Corvi enormi che non hanno paura nemmeno se gli vai vicino, e giuro, ieri che sono stato in questo monastero abbandonato, pieno di antiche tombe celtiche, con i corvi posati sopra, ho desiderato per la prima volta raccontare qualcosa di solito al di fuori dei miei generi. Rabbrividisco al solo ricordo, ma è stato davvero stupendo. (Vedi foto).
Devo riprendermi da questa brutta settimana, lavorare in casa e star dietro ai bimbi quando sei malato è davvero pesante. Dopo due settimane di convivenza con questa famiglia scopro che non mangiano abbastanza per i miei, ma credo anzi, per tutti gli standard italiani. Fanno solo la colazione con abbondante porridge, saltano il pranzo e cenano con un panino o un primo :/ azz! Da quando sono arrivato credo d'avergli fatto fuori na buona scorta di cibo, vabbè, fortuna che esiste un lidl qui e posso prendermi la roba che voglio a basso costo. Basso si fa per dire, visto che comunque un sacchetto di fonzies tarocchi costan 2 euro (60 cent da  noi).
Oggi finalmente mi son preso il mio giorno libero, dal lavoro e dalla malattia :P. Sono stato a Castlebar che dista tipo una trentina di km da dove sto io, il problema era come arrivarci, che dire gli irlandesi sono molto più disponibili di noi! ( Vabbè che qui la malavita non esiste.) Ho fatto il mio primo "Pechino Express!" XD: L'autostop!!. E' stato davvero strano ma le persone qui son davvero gentili, se incontri uno sconosciuto per strada non ti saluta e basta ma ti chiede addirittura come stai O.o . Le città son davvero piccole per noi italiani abituati alle grandi metropoli, ma hanno negozi da noi introvabili: sweetshop, scrapbooking, libraronly e molto altro. Ora che finalmente ho preso un po d'aria e visto tutte queste cose sono pronto a rimettermi in gioco e continuare a scrivere tantissime altre storie!
Mi preparo un bel panino onto e poi vado già a nanna come le galline, che sono stufo morto . Vi aspetto <3.
T.

venerdì 17 giugno 2016

In solitaria.

Sono un solitario, questa vita è solitaria. Anzi sarebbe meglio dire, devo sentirmi solo con i miei pensieri per poterli carpire e capire, per poterli trasformare per voi in immagini e parole. Questo luogo lo consiglio ad ogni scrittore, è un luogo dai mille verdi, che rispecchiano le mille e mozioni che ognuno di noi prova quando scrive, quando racconta.
Ogni racconto è diverso, ogni qualvolta si voglia includere il lettore nei propri scritti bisogna esprimerli al meglio e per far questo bisogna esser capaci di vedere con chiarezza le proprie emozioni, da cosa scaturiscono, come si evolvono e cosa comportano.
Non ho mai apprezzato tanto le colline, il verde infinito dei prati, il vento sulla brughiera, non li ho mai aprezzati come ho fatto finora.
Perchè? Perchè avevo bisogno di essere in spazi confusionali, pieni di gente per trovare ispirazione dagli altri ma, così facendo, ho sempre sottovalutato le capacità di uno scrittore. Perchè la vera scrittura, quella che rapisce cuore e mente viene dal profondo di chi impugna quella penna.
La penna ragazzi, oh la penna che oramai è diventata tastiera. Le mani volano su essa quando ti ritrovi in mezzo al nulla, e pare che tutto il tuo essere, abbia talmente ante cose da dirti che ti sembra di ascoltarlo per la prima volta.
Il mio io.
Mi parla del mare, del profondo e infinito blu. Mi parla del cuore, del profondo e infinito buio sul quale viene lasciato, finchè non lo faccio riemergere. Mi ascolto e trabocco di idee, di pergamene già scritte che mi fanno sorridere al solo pensiero di vederle realizzate. Non credevo, ma è davvero liberatorio sentirsi solo, non avere confusione attorno a sè nonostante si possa incappare nel problema più grande della solitudine:La paura.
La paura di confrontarsi finalmente con se stessi, la paura di scoprirsi. La paura di esser chiari una volta per tu
tte almeno con noi stessi, su quello che vogliamo, su quali siano i nostri ideali. Scopro quindi che per rimanere soli, per lasciarsi trasportare e saper scrivere davvero, bisogna esser sinceri per non spaventarsi scoprendo cose di noi che non avremmo mai detto, per non farci intaccare da giudizi e pregiudizi.
E qui mi fermo perchè andrei sul personale, ma questa, dev'essere solamente una riflessione.
T. <3